Canto Cinquantaquattresimo .
E arrivò l'abbaglio ! Fu quello che mi fece sbandare , andare via con la testa , per una donna che cercava la sola sua sazietà , il vomitevole sesso , sesso che fu sfogo , ove entrò di furia la passione , ove le conseguenze potevano danneggiare l'amore del cuor proprio .
L'OCCHIO PROIBITO DELLA FATA .
E dal proibito al profano di cuore in cuore fuggi
come l’acqua senza lacrime ti volteggi libera,
miseranda gli anni tuoi ignori
di rughe e sguardi finisce la tua storia.
A tuo piacimento scegli l’uomo!
Scegli i tuoi dolori su versi di poesia ,
scrivi di te quand’eri vera
quando non sapevi d'essere il mio intrigo.
E ti lasci coccolare in inerzie di abbagli
in apparenze cogli capricci visionari,
cogli il nudo senza scrupoli ;
nell’abbandono totale frani i tuoi voleri .
Sei l’occhio proibito della fata
lo mostri solo agli sconosciuti ,
con essi t’inebri in una fonte vivida
e su di una foglia leggera voli.
E non sarai la sola a tradire l’anima mia !
Tra i muri d‘una casa la tela scuci,
gridi vendetta con voce rauca ;
con la più nefanda scusa l'amore mio invochi.
Con l’occhio della fata
vai verso un’altra storia …
vai negli intrighi di giochi folli
ove te stessa i tuoi sogni abbandoni .
Resto osservatore di attese …
finché mi innamoro d’una amata limpida,
una che sa di essere donna .
Ma Tu cara musa , Soffia su di me e lusingami .
Ma poi , poi continuarono gli abbagli , quelli che mi aprirono alla luce , al verso saggio ove maturò la mia poesia crebbe e divenne lirica il canto mio mi diede vanto .
CANTO CINQUANTACINQUESIMO .
ABBAGLI DI LUCE .
Abbagli di luce .
Madrigale
Mi lascio alle spalle strisce di voglie ,
il grosso sentimento attrae …
in me , in giochi inchiostrati ,
di versi platonici e frasi allusive .
Tu la mia interazione sgoccioli frutti settembrini
su vaste platee indossi silenzi muti ;
l’ontano l’airone ammanta la tua paura .
Ritrovo la strada del cuore !
Ove il poeta erutta terremoti ,le ardimentose parole
non hanno più spazi per garrire .
Sono solo abbagli di luci !
Barbaglii che si riflettono sulla neve ,
illuminano la vita , ritrova me , lacrima primitiva .
Sei pioggia che scende dagli occhi
su versi confusi lasci lacrime ignote ;
lasci il vissuto in pensieri ingarbugliati .
Sei l'arcobaleno dopo il temporale,
rincorri il sorriso dei bimbi mai cresciuti ,
i tempi del sentimento turbato ;
l’adolescente emozione che abilita l’anima .
E tra il nero cobalto, la, in fondo, furtiva è la luce ,
silenzi pesanti chiedono addii ;
gli odori selvaggi abbagliano il sole .
È in quel bagliore di luci e suoni che tu mi appari
ove il denso odore stipa desideri ,
disgela i copiosi taciti , gli affanni maledetti ;
sconvolti sul tuo viso s’irradiano festosi .
DIO E' NELLA PIOGGIA .
Dio è nella pioggia.
È nel crepuscolo d’una lacrima
nel baratro dell’oblio,
nell’usurpatore che annienta ogni ideale
nell’essenza di chi spera .
È negli occhi d’un bambino !
Nel respiro di una fanciulla innamorata,
in una mamma che dà il cibo ai suoi figli
e dalla sua bocca se lo toglie.
È nell’aria delle mille essenze
tra i giardini e le sue corolle,
nel sole ,la sua luce …
fa nascere la gemma e ci dà vita.
Dio è nella pioggia !
È in ogni particella d’ogni atomo ,
in ogni cellula di ogni organismo
che si nutre e canta .È in ogni caos …
Di una anarchia folle ,
la ribellione il suo fardello
la resa ,l’inizio di un nuovo giorno.
È nella tempesta che punisce il male
sulla terra arida di chi non crede ,
nell‘universo il suo paradiso
sul nostro pianeta il punto luminoso.
È nel pascolo dei desideri
dell’ingenuità di una mente pura ,
nelle note di una musica soave
si allieta felice nell’anima sincera.
È sul palcoscenico del tempo
dove s’indossa la vera maschera ,
il poeta la narra è la sua trionfale storia.
È nella tragedia dei dannati
nella sofferenza dei malati,
con occhi aperti sono al buio
in lacrime dà emozioni scendono.
È nel tragitto della storia !
In una rossa rosa simbolo dell’amore ,
nella forza del destino ,è in tutti noi.
È nell’inizio di un mondo nuovo.
CANTO CINQUANTASETTESIMO .
LA DEBOLEZZA DEL PALLIDO PENSIERO .
Si, gioco con la mente e faccio miei i miei pensieri ,li muto in versi ,li romanzo , li addobbo di frasi e canti , ne ricavo la mia poesia . La scala della mia vita sale , e si erige verso il sole , si apre alle menti sconosciute , ove il mio verso è sempre più innamorato .
La debolezza del pallido pensiero .
Non mi restano altre terre da esplorare
ne altre mete da raggiungere …
volo alto e fantastico tra le nuvole,
volo col mio pallido pensiero .
E sarò da te distante valicherò i più alti monti
fin dove il suono trova la musica del mare,
ove la tua voce grida nel cielo ...
mi farà eco per raggiungerti nei sogni .
È ombrato da grandi aloni questo emisfero
nelle simmetriche parti s'attorciglia,
in ogni contenuto è giudizio...
su ombre di neve s’imbiancano nel cuore .
E non sono le parole amare quelle che scrivo
le trasformo in dolci desideri ,
in versi li offro alla pietà del nulla
ove nei secoli mi saranno riconosciuti.
E mi guardo intorno …
sospeso da astruserie gli occhi miei chiudo
l’apro al languore dell‘allegoria,
al vago sublime che peso e poso:
in menti afflitte le romanze sognatrici.
Ed è il cereo colore a darmi il rosa!
A darmi sfarzo nel vedere te ,la mia musa,
di solo amore io mi piego ;
m’intingo in rossi vellutati .
Tu la fragile inquietudine della carne mia
l'allegro desinare che dà cibo alle vene;
seduce la filatrice empirica con frasi languide
in me dimori , il pallido pensiero .
Oh debolezza colorita!
Dimori il consacrato dell’astrazione
la pietà scellerata senza pari ;
personifichi la fonte della mia poetica.
CANTO CINQUANTOTTESIMO .
Invocazione all'innocenza .
Lode di Davide .
Tratta e riadattata da me Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Raccogli o Signore la causa dei giusti ,sia attento il mio grido ,la mia lode .
Porgi a me l'orecchio ,la mia preghiera :su le mie labbra senza inganno ne malignità , né vergogna
.Venga da te ,la mia sentenza e i tuoi occhi vedano la giusta causa :
saggia il mio cuore ,la mia fede …
Scrutami di notte tra le ombre e guardami !
Lì s'invade l'anima mia ,il mio dolore ; quando il sole si addormenta su i tuoi celesti campi .
Provami oh Signore il peccatore !provami al fuoco ,sulla brace della vita ,non c'è malizia ,ma voglia di
vivere e cantare la tua lode .La mia bocca non si è mai resa colpevole ,mai ! Nel volere l'altrui carne
,nel desiderare l'innocenza la purezza del solo amore .
E secondo l'agire degli umani ,seguendo le tue parole evito i sentieri della violenza ,cancello dal mio
agire , la malevolenza ,io che sulle tue vie raccolgo semi ,con essi nutro il corpo mio .
Tieni saldi i miei passi e i miei piedi non vacilleranno .
Ti invoco mio Dio ! Dammi riposo ,dammi risposta ,porgi l'orecchio al mio udito ,ascolta la mia voce ,
tu , che ci salvi dai nemici ,aiutaci ! Affida la tua destra e custodisci le lacrime che cadono .
Vieni oh signore , vieni , oggi è Natale e sulla tua terra c'è festa dell'amore ,salvaci da gli Empi ,
dai malvagi ,dai traditi e i loro peccati .chiudi loro gli spropositi ,le inerzie futili .Fermali oh Signore ,
loro non sanno quello che fanno .Con le tue mani sazia di bontà l'anima mia , di umiltà fammi schiavo
,in amore dammi vita ed io guarderò l'eterno sole ,il tuo volto sarà il mio ,in ogni mio passo mi sazierò
della tua presenza .
CANTO CINQUANTANOVESIMO .
Anche nell'ultimo respiro l'amore vince ,forse perché l'indigenza umana porta ad un egoismo credulo ove la stessa morte si accompagna all'ultima agonia .
L’ultimo respiro .
Sensibile nasce la vita sui prati del sole
depone la sua anima nell’ultimo respiro :
tenera bellezza , di una giovinezza pura ;
sull’arcobaleno dei sogni esce dopo il pianto .
Ed io scrivo finché ho vita !
Ascolto le favole uniche e sincere ,
la poesia che esce dal tuo pensiero senza morso
che nei tempi si spargerà nel vuoto .
E tra le galassie e le stelle su un mondo ignoto ...
il sogno mio mai sarà nel chiuso
a raccontarlo sarà il futuro …
sarà preghiera ,fede nella casa dei malvagi .
Sarò spogliato , offeso
da violenze fobiche di un reale impudico ,
da alterezze infauste dei perniciosi orgasmi ;
coi nutriti singulti farò dimora negli animi gentili .
Continua la vita , è una catena che mai si spezza !
L’amore sempre si racconta …
Finché c’è respiro inchiodati ad una angoscia
nel silenzio ,nell’ultimo battito del cuore .
CANTO SESSANTESIMO .
La nota del cuore che si scorda quando non c'è amore , gioia , si frantuma e non ha un ritmo accordato ove non palpita nei riverberi del cuore , ma soffre nella solitudine dell'anima .
La nota scordata .
A quel tempo avevo voglie schiave
e mi apparisti tu strappandomi il cuore ,
eri una nota scordata
il poetico suono di una poesia .
Leggero volavo con la musica
e tutto intorno languiva il sordo ego ,
non mi aspettavo ,non sapevo
che quella nota era la mia musa .
L’incontrai per caso ed era smarrita
in quel novembre di foglie e melograni ,
l’avevo accordata in una poesia
ove i versi cantavano l’amore .
Furono brividi di passioni !
Era la voce tenera la nota scordata ,
riecheggiava sul trionfante palcoscenico ;
tra lo stupore nasceva la mia romanza .
Finì presto l’idillio !
Nella mente un ritornello …
avevo vertigini di vento ;
avevo la percussione che dentro mi batteva.
E dall’alto ,la luna mi guardava sconsolata
era dispiaciuta per la mia solitudine,
un vagare fantasma ch’è s’era elusa
non sentivo più la commossa sinfonia .
Ma lei ,lei era la donna santa
aveva dato a me la musica d’un tempo,
rinnovava il mio sentimento ;
di scosse emozionali beava la mia vita …
Ad oggi odo un’eco ,è lontano
confina con le rovine di una storia
è la nota scordata ;
vuole accordare il patema di un amore .
CANTO SESSANTUNESIMO .
QUANDO SI VIAGGIA CON LA FANTASIA si sbatte a volta contro il muro , contro sentimenti oscuri ove solo la pazzia li sa controllare .
Il volo più' alto .
Volò il gabbiano smarrito sul mare
si posò impaurito sull’incosciente mistero ,
distratto si ferì e cadde al suolo
spezzò le sue ali di vento per non volare.
Tu mi hai donato i giorni più belli!
Momenti in cui l’esuberanza accresceva l’impazienza,
aprivi a me il tacito consenso della sublime essenza
di salvezza la sorgente mi sfamavi col pane degli amanti.
Fu il volo più alto che feci nell’era dell’amore:
concerti di musica addobbavano i flussi ancestrali,
l’unisono si sentiva da lontano ,erano i tuoi suoni
era l’eco che guidava il nostro amore.
Patetico sono e rimembro stoltezze d’un passato :
mi copro d’acqua santa trascinandomi nell’ignoto,
fuggo dai pensieri sperando di sognare
rievoco il senso che può , deve avere.
Non c’è luogo su questa terra che possa rendermi felice :
tutto resta torbido se non ci sei ,non sei tu luce ,
ove l’abisso profondo dimora nella squallida fontana
basterebbe che tu tornassi come prima.
E da lassù ,oltre le cime della bianca luna
lassù ove ogni splendore abbaglia l’angoscia mia,
la vita non si ferma si continua a raccontare
a svelare melodie in ogni ferita si lasciano baciare .
CANTO SESSANTADUESIMO .
L'amore , patema d'ogni anima , fa le promesse e non le mantiene , fa i giuramenti e li rinnega , fa la strada per l'andata e mai ritorna .
Ti ho giurato amore eterno
(Vezzo assordante)
Che pazzo che sono stato!
Gli occhi miei non vedono oltre il mio ego ,
soffocano l'illuso ,il fuoco che affina venia
la mente mia nei sereni tuoni si offusca .
Ti ho giurato amore eterno
convinto te lo dissi una mattina di primavera ,
davanti ad una chiesa al chiaro della luna dubitai
ubriaco d'amore ,senza aver bevuto vino .
Ero sobrio e ti fissavo come un lupo
nei sconosciuti pianti imbronciavo i respiri,
ove in essi c'è l'integra anima dei puri
dove l'assurdo da te mi porta via .
Ti ho giurato amore eterno
che folle sono stato!
Dirti che non ti lascerò mai ...
lungo le rive del mare sabbioso .
Ti proteggerò nei momenti miei
e ogni giorno diverrà domani .
Mai ti lascerò cascasse la confusa sorte
e tra le stelle leverò il velo nero .
Tu la vezzosa allieti il freddo tenebroso
mi scaldi con la sola voglia ...
dal tuo viso luminescenza mi emani,
nel pensiero guida il morso dell'amore .
CANTO SESSANTATREESIMO.
Si , questa poesia nacque dall'amore , quello che poi durò nel cuore ove fu tra i tesori della mia vita ,il ricordo più profondo che io avessi mai avuto .
SANGUE SPARSO .POESIA .
POEMA DELLA VITA DELL'AMORE .
Quando l'anima si assona alla tenerezza
la sua nota diventa musica ...
è la melodia più bella ,alone lucente del cuore ,
ti ho persa , ti ho cercata ,sei respiro e mi giri in testa .
Ho sparso il mio sangue in un seme
da esso ne è nato un fiore ...
è il mio tesoro nascosto che non avrò mai ,
il mio sangue ove mi inchino e chiedo perdono .
Tu vita sei l'ombra nella mia stanza
la figura che prende vita dai ricordi ...
porgi a me i tuoi anni più belli ,
quelli della mia resa ove oscilla la tua corolla .
Oh signore , Dio della provvidenza
aiutami , ho peccato ,ho amato l'amore ...
quello tenero ove la mia pietà si adagia ,
si muta in devozione ,il più alto dei sentimenti .
Quello che quando arriva non bussa
fa strani giri di parole e lusinga il cuore ...
luminosamente luce il mio sangue
irta lieviti di terra dalla rupe nasce l'abbondanza .
Oh sangue mio dove sei ...
nessun vento porta a me la tua voce ,
tutto si sgretola nei mari gelidi
su epigrafi immote frusciano i mattini .
Dovrò ancora patire indicami tu il rimedio
dammi speranza , la medicina del mio male ,
a chi come me è tra gli infelici ...
in un tempo gaio per darti la mia benedizione .
CANTO SESSANTAQUATTRESIMO .
Canto d’amore.
Madrigale . Alla mia amata.
E ti porto qui in questo tempio dei santi
a benedire anime innocenti,
a viaggiare con me felice per il mondo
a darti gloria tra i grandi e coronare l’unica madonna .
L’amore mio per te è immenso
è il dunque che sempre attende,
ch’io sento e amor sincero vanto
in solitudine mi smarrisco per i deserti campi .
Ho avuto te e di amore colgo
apro le mie galere in cui per anni sono rimasto chiuso,
ti spalanco le mie porte scure ed è virile il mio istinto
raccolgo il seme e ogni mio bene è profondo …
Ed è il credo la preghiera d’un incanto
di quei giorni ti presi e fosti mia,
mai avrei creduto che ti avessi avuta
quando le mie delusioni si erano assopite .
Questo tempo mio per noi è magico fallo !
fatto di alchimie sferiche e cieli vagabondi,
da un filo di voce l'anima mia ti sorregge
io straniero arrivo sempre il secondo .
E non ci sono colpe per nessuno e ne rimorsi
l’amore mio per te è sincero ,
sono solo un debosciato e me ne vanto
al più credulo pensiero io ci credo .
Mi appari in questo mondo folle
e con poche parole l’intesa si avvera,
infrango come onde il mio volere
non voglio più essere capito se non è amore vero .
No! Non potrai capirmi se non mi fai ganzo
tu corri e pigli tutto ciò che vuoi e ti trascuri,
non ti accorgi quello che ora hai nel tuo mondo
nel mio tormento solo tu mi sai quietare .
Vuoi abbracciare l'immenso
e tutto sa di vero e di profondo,
punisci il tuo buon cuore ,lo espandi
ti accorgi che ora in te esisto anch’io .
Detto prudenze e non so perché le scrivo
a questa pretesa voglio rinunciare,
forse un giorno capirai da sola...
che ogni mia attenzione per te è solo amore .
Canto d’amore ,canto l'amore !
canto per te femmina le mie poesie,
è una forza stanca dove si resta soli...
come polvere si smarriscono in volo …
Ma se non ci fossi tu anche il gabbiano muore
tu che vuoi volare muovi l’arida dalla terra ,
la stessa ch’io coltivo con fiori e gigli
per arare il niente non riesco più a parlare,
parole che non vengono ascoltate
resto sempre teso con la mente in sospeso .
Canto per te oh musa una canzone senza suoni
che non avrà mai un titolo e accordi,
resto muto e ascolto il mare
forse il silenzio ci potrà sentire .
Alla mia spiritualità io ci tengo
l’ermetismo chiuso in molti cuori mi fa barriera ,
prevalgono altre scopi e l’irrequietudine fango
mi offro sterile e non mi voglio esternare .
Mi scoppia la contraddizione del volere;
Il mistero !Volere o non volere ,non voglio o vorrei
ho il tuo amore :è quel che sento
ove le risposte vengono dal nostro cuore
se si ha il coraggio di ascoltare .
CANTO SESSANTACINQUESIMO
QUI RICORDO I RICORDI FANCIULLO OVE LA FAME SI FACEVA SENTIRE , ERANO GLI ANNI DEL DOPO GUERRA , LA GUERRA DEL 1945 , LA PIU' FEROCE, CHE COINVOLSE TUTTO IL MONDO , LA NOSTRA AMATA TERRA ,
Ho visto la miseria .
Poemetto .
Quando la miseria diventa vigliaccheria
l’anima dei puri si incatena …
Si inginocchia e prega
per aver subito le ingiurie dallo schifo .
Ho visto le lacrime diventare pietra !
Le gocce d’acqua scivolare sulla neve ,
sulla terra arida l’ignominia dilagare ;
una disumanità del solo tornaconto .
Oh cielo dei beati stolti !
Guarisci me da questa piaga
io sono fragile nel regno dei morti
fa che nel regno dei vivi sono il più forte ;
nelle notti frivole
che io abbia il cuore da buffone .
Tu donna che l’amore elogi
fammi re e sarai regina!
Per esseri che non han capito il senso,
tu resta fresca ,finché sei bella , finché lo puoi .
Ho visto la miseria su tanti volti !
Abortire la poca fede in un bicchiere
in esso sputare sangue amaro …
dare in pasto il peccato veniale
al misero che mendica l'amore .
Ricordo la fanciullezza spensierata e gaia
la indossai con orgoglio al tempo dei puri ,
ero pieno di gloria e vita
ero un giovane pieno di fiducia .
Tutto si è perso nel nulla !
Tutto gira in apparenza ,invidia e rabbia …
mai nessuno ne capirà il volgo ,
di ciò che siamo , lo rinneghiamo .
Ho visto il vile diventare onesto
il ladro diventare giustiziere ,
l’amante, confessarsi al confessionale
con disinvoltura , farsi il segno della croce .
Oh ,tu pietà d’ogni gesto e credo
tu sole che nelle ombre vivi ,
dai luce perpetua al focolare ;
all’amara realtà che si finge vera .
Ho visto volare i miei anni !
Come in un film di sole in due ore
passarmi davanti la fretta dei mie giorni :
senza accorgermi dell’artefatto immondo .
CANTO SESSANTASEESIMO .
SEMPRE NELL'ULTIMA GUERRA MONDIALE , VENNERO UCCISI MILIONI DI EBREI , L'OLOCAUSTO PIU' VILE CHE L'UOMO HA FATTO , HA RESO LA DISTRUZIONE DI MASSA PER CREARE UN IMPERO , DIMOSTRANDO L'EGOISMO VITALE DELL'UOMO .
L’ANGELO DELLA MORTE .
Urla l’anima mia davanti a tanta disperazione
davanti ai carnefici della vita , gli eredi immondi ,
da contorte progenie i mali più effimeri
il disumano gesto di una falsa vittoria .
Pietà Signore !
Abbi pietà di questa miseria ...
siamo gente arrogante e ostica ,
generosa e umile per la becera convenienza .
Non basta spogliarsi di ogni falsa dignità
di umiliarsi e reprimersi ...
ricordare la memoria dei folli usciti dagli schemi ,
dal falso idealismo le loro sentenze .
Verrà l’angelo della morte
verrà a salvare la debolezza ,
come ha fatto il Cristo :
a punire , la lurida vergogna .
Sono troppi agnelli i figli degli Angeli morti !
Oh Signore , Dio dove sei ?
Troppi gli olocausti ,
gli inferni da patire su i roghi della vita .
Voi , miscela di veleno e miscredenza
perirete nel ricordo dell’amore ,
ogni anno sarete messi in croce
sul patibolo del cielo giudicati .
Vi resterà il marchio dell’odio sulla fronte ,
solo dai bambini che avete uccisi sarete perdonati .
CANTO SESSANTASETTESIMO .
ARRIVO' L'ANGELO BIANCO , QUELLO CHE POTREGGE L'INNOCENZA , QUELLO CHE NEI SECOLI SALVO' L'AMORE .
Angeli bianchi .
Fu un groviglio di pensieri la vita mia
Fu tenera l’infanzia ,amaro il confronto .
Andò come tutto il resto in quel tempo
Ove , Angeli bianchi mi coprirono le spalle .
Ci furono attimi di giubilo in cui sollevai il cielo
Pregai la madonna ,per essa lodai il paradiso ,
La bontà fu il mio pane e rovistai tra i fiori
Ritrovai l’arcobaleno nel sole
E a piedi nudi , raccolsi lo stelo dalla terra .
Furono gli Angeli bianchi a dirmi che tu non c’eri
In quel diluvio che spezzò il mio cuore
In quella strada si tracciò il mio destino ,
Squarciò il sanguinoso dardo di quell’inatteso amore .
Ad oggi ,prego ancora la santa donna
E odo doloroso il suo lamento ,
Le gioie dell’amore sono gli alchemici misteri
Vanno ad assopirsi ,tra le stelle del mattino .
CANTO SESSANTOTTESIMO .
LA principale fede è l'amore : verso Dio nostro signore , verso noi stessi, verso gli altri esseri ,di cui la donna ,la genitrice dell'amore ,creata da Dio per dare vita e continuità per le generazioni umane . Qui in queste ultime ne esalto la gloria ,non solo spirituale , ma concreta di un concetto realistico e morale ove gli stessi significati danno voce alla realtà della vita .
IL PANE DEGLI ANGELI .
Tra i trascorsi tesori nascosti offro !
Mi affamo con il pane degli angeli ,
di virtù mi vanto su carta scrivo il tempo dei tramonti ;
la realtà è la vita mia resta ultima , a molti fa paura.
Sfido l'ignoto perché ho l'età matura
sono valori che dissacrano i voleri ...
dissonano le sordi voci .
E' il pane degli angeli cibo della mia mente
mi nutro di esso , della volontà del signore ,
dei suoi saggi , le epigrafi dell'amore ;
si, io sono combattuto perché ho provato il dolore ,
ho goduto l'amore di una donna infame
l'ho addolcita come una torta al miele ,
ora si da pena per aversi già pentita
si strucca gli occhi davanti a specchi vuoti .
E' di lacrime finte l'inchiostro nero
è la sua incertezza l'incerto passo è tortuoso!
Lei lo adagia sulle sue sporche orme ,
col suo volere ingorda si affama .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
CANTO SESSANTANOVESIMO .
I giacigli del cielo .
Apro le porte al sole
per cogliere un germoglio di natura,
il paradiso tuo assoluto
che solo tu femmina puoi concedermi.
Le apro a te fiore del creato
quello che fu per me sogno proibito,
il tenero amore delle represse voglie
alla vita che tutto dà e m’ha rubato.
Tra i giacigli del cielo tu l’unica stella
sei vortice ancestrale
la mia tempesta ,vento mi attira
con la tua luce d’ombra mi cattura.
Tra i pianeti ,venere ti somiglia:
brilla di sera al mattino ti abbaglia,
ti scalda l’anima il petto tuo brucia
osar non posso se tu m’accechi.
E sei tra i tesori dell’universo
sei la perla rara ch’è s’alza nell’oblio,
in notti di luna amor riveli:
mentre io taccio ,tu , naufraghi nel mio mare.
Tra i giacigli del cielo ho deposto epigrafe di neve
con su scritto ,io ti amo !
Parola inutile che nessuno crede,
Nel limbo rimane ,all’attenzione di un amore .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
CANTO SETTANTESIMO .
Il lamento degli innocenti .
È triste il sentiero che porta alla fonte
non c’è più acqua nell'acquasantiera
per benedire l’innocenza ,
a credere che l'essenza vive .
Non c’è più fede o credo
per chi , per noi generò la vita :
la luce ,la pace per un mondo migliore
il respiro dell’amore .
Egli generò gli impavidi sogni !
I colori accesi degli impareggiabili arcobaleni,
e divenne oblio il senso :
ogni traguardo ha il suo fine ,
ogni cattiveria dà sfogo al povero illuso
ogni meta ha il suo destino .
Sia gloria nell’alto dei cieli
e pace in terra alla buona fede ;
sia la parola e recita preghiere
come albe si affacceranno al sole .
Ho augurato male a colei che mi ha dato amore
coll’odio l’ho assopito
quand’io ,l’amo ancora .
Gli ho costruito un castello di sola fantasia
il più sfarzoso!
Sul trono dell’amore l’ho incoronata .
Dopo tempo di lei si racconta :
che lasciò il suo seme sulla terra
da esso ne nacque un fiore
è visibile , a chi lo sa guardare .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
CANTO SETTANTUNESIMO .
- Il peccatore -
La radice del male divora il cuore dell’umano!
In esso la lussuria la falsa testimonianza alloggia,
tradisce la fede nel regno del divino ;
infanga la dignità di chi vuole solo amare.
Sono i malvagi che aprono le porte all’inferno
al peccatore che alza lo sguardo al lussurioso parto,
a peccatrici virtuose che dell’adulterio ne fanno inno;
mortificano la carne ed ignorano la vergogna .
Ed io ciarlatano per amore
invoco compassione all’onnipotente;
mi rendo casto ed impotente
dietro ad idolatri mi rifugio;
di passione mi vesto di piaceri mi soddisfo.
Sono l’eretico miscredente che al nulla crede
e come un ingordo assaporo il meglio della vita!
Il miserabile che implora la fatale dolcezza
il depravato che apre al male il dispiacere.
Apro a me il perduto tempo
l'afflizione della superba vita,
vorrei ritrovarmi ancora nella retta strada ;
dove la misericordia di Dio tutto scusa .
No! Non c'è pietà per un solo oratore che tanto prega,
dalla purezza al vizio il verme striscia sazio ;
con le sue stesse mani si fa la fossa.
Io sono quel che sono!
Un peccatore di questo mondo ,
prendo quello che “io” vivo il meglio godo;
mi cibo di peccato e di pellagra crepo …
in bocca ad una lupa
bestemmio l’odio ch‘ho bandito.
Giovanni Maffeo Poetanarratore.
CANTO SETTADUESIMO .
Poesia spirituale .
Questa poesia nasce dai molteplici epiloghi da eventi e episodi contraddittori ,dalla malvagità che alcuni esseri adottano ,come sola ragione di vita .
Requiem .
Nella imperitura vita ,la mia anima si snuda
in ogni virtuoso senso si manifesta la magnifica gloria ,
ed è tanto più forte che si strugge sul mio corpo
ai primi palpiti d'amore per te femmina .
Di te gli idilli loquaci ,i miei baci
di te l'amore sublime ,la veemenza
passione intoccabile la spiritualità mia evoco
la giusta via per amarti ancora .
Sono io il nulla !
L'Identità vivente su questa terra
appartengo al mondo dei rigidi torci
a te Dio onnipotente …
Alla morte che mi darà vita ;
al corpo tuo che mi farà risorgere .
Vivimi Vita !Sia gloria eterna ,
sia redenzione per la pace ,la volontà divina ;
sia frutto benedetto per la mia fame .
Ed io che pascolo sui prati del tuo cuore
ascolta il mio giubilo …
le mie parole non hanno eco ,
sia di conforto la vostra voce .
E si innalza l'inno !L'eterno riposo è tra noi
sia luce , il giusto sarà sempre ricordato
e nella grazia divina godano sempre i beati .
Ma io che sono misero non ho nulla da dare
al trono tuo mi piego prego il salmo dei vivi
tu Eterno mi hai salvato morendo sulla croce l'eterno riposo .
E nella Santa chiesa ove si da lode al nome tuo
il rito solenne dell'ultimo viaggio ,
ti lascio il mio dovuto ,il mio saluto ,la mia lode .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Qui trovo la fede , L'AMORE , E LA MIA SCALATA , SI MOSTRA ETEREA ,trovo il mio signore , il suo aiuto ove io attingo alle sue manifestazioni calcando le differenze tra il bene e il male .Come detto, la spiritualità , da non confondere con le religioni , è il tesoro dei viventi , questo sentimento si manifesta interiormente ed dunque è un personale sentimento ove lo stesso prega il dio ,l’amore per se per chi si ama .A mio avviso è l’essenza unica visto che le parabole e la bibbia racconta che il Dio degli uomini vive e regna dentro noi .
BENE , VOGLIO CHIUDERE CON QUESTO MADRIGALE OVE PER DIMOSTRANZA METTO IN EVIDENZA IL TEMA AMORE .
Canto d’amore.
Madrigale .
Alla mia amata.
E ti porto qui in questo tempio dei santi
a benedire anime innocenti,
a viaggiare con me felice per il mondo
a darti gloria tra i grandi e coronare l’unica madonna .
L’amore mio per te è immenso
è il dunque che sempre attende,
ch’io sento e amor sincero vanto
in solitudine mi smarrisco per i deserti campi .
Ho avuto te e di amore colgo
apro le mie galere in cui per anni sono rimasto chiuso,
ti spalanco le mie porte scure ed è virile il mio istinto
raccolgo il seme e ogni mio bene è profondo …
Ed è il credo la preghiera d’un incanto
di quei giorni ti presi e fosti mia,
mai avrei creduto che ti avessi avuta
quando le mie delusioni si erano assopite .
Questo tempo mio per noi è magico fallo !
fatto di alchimie sferiche e cieli vagabondi,
da un filo di voce l'anima mia ti sorregge
io straniero arrivo sempre il secondo .
E non ci sono colpe per nessuno e ne rimorsi
l’amore mio per te è sincero ,
sono solo un debosciato e me ne vanto
al più credulo pensiero io ci credo .
Mi appari in questo mondo folle
e con poche parole l’intesa si avvera,
infrango come onde il mio volere
non voglio più essere capito se non è amore vero .
No! Non potrai capirmi se non mi fai ganzo
tu corri e pigli tutto ciò che vuoi e ti trascuri,
non ti accorgi quello che ora hai nel tuo mondo
nel mio tormento solo tu mi sai quietare .
Vuoi abbracciare l'immenso
e tutto sa di vero e di profondo,
punisci il tuo buon cuore ,lo espandi
ti accorgi che ora in te esisto anch’io .
Detto prudenze e non so perché le scrivo
a questa pretesa voglio rinunciare,
forse un giorno capirai da sola...
che ogni mia attenzione per te è solo amore .
Canto d’amore ,canto l'amore !
canto per te femmina le mie poesie,
è una forza stanca dove si resta soli...
come polvere si smarriscono in volo …
Ma se non ci fossi tu anche il gabbiano muore
tu che vuoi volare muovi l’arida dalla terra ,
la stessa ch’io coltivo con fiori e gigli
per arare il niente non riesco più a parlare,
parole che non vengono ascoltate
resto sempre teso con la mente in sospeso .
Canto per te oh musa una canzone senza suoni
che non avrà mai un titolo e accordi,
resto muto e ascolto il mare
forse il silenzio ci potrà sentire .
Alla mia spiritualità io ci tengo
l’ermetismo chiuso in molti cuori mi fa barriera ,
prevalgono altre scopi e l’irrequietudine fango
mi offro sterile e non mi voglio esternare .
Mi scoppia la contraddizione del volere;
Il mistero!Volere o non volere ,non voglio o vorrei
ho il tuo amore:è quel che sento
ove le risposte vengono dal nostro cuore
se si ha il coraggio di ascoltare .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Che dire : in questa era selvaggia e violenta il male trionfa ,il distacco umano è sempre più feroce , come la presunzione dell’essere , come l’invidia e la trasgressione ove la malia impazzisce e volta pagina, ove la discordia si imparenta con l'accidia, la noia con la bile ,ove la fede fa a pugni con l’amore , il sesso trasgressivo è la lotta per sopravvivere .
L'era volgare .
( Il volgo della pietà non ha misura )
E' ribelle questo mio canto
ha ali spezzate e il cuore infranto ...
ha la pietosa anima e non si trattiene ;
nel suo tormento strugge il mio amore .
Ha il sentore amarognolo di vite spezzate …
l'eccessiva esuberanza del presuntuoso stolto ,
il narcisista blasfemo della vana gloria ;
nell'era volgare casa i suoi sogni impuri .
Ma anche la musica fa povera la mia anima !
Nel sentire tanta collera si estranea ...
in questo tempo di miseria e fame di ribrezzi e strazi ,
di indolenza senza pari e pudori adolescenziali .
E' l'era volgare !
Nei pensieri c'è tanta ipocrisia c'è la resa del genere umano …
c'è l'esecrazione infetta di un mondo alla deriva ,
di pudica carne e mielose gesta
di cuori infranti e prezzi da pagare .
Ed io canto il pietoso amore ,lo imploro …
con le sue lacrime bagna il mare ,
annega i rimedi nei fondali della vita
sanguina desideri nelle finte passioni .
L'hai voluta tu questa vita disse il destino !
Dispersa da orgogli soffoca l'amore ,
tu, la figlia del tempo su onde di carta fai la farfalla …
cali la fune ai piedi di un colle .
Tu ,la bizzarra ,l'introversa mi scuoti il capo
nella fredda landa mi offri fiori vanitosi ...
sei delirio ,la bella magia e mi crei uomo ;
in un gioco pericoloso di una volgare era .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Soli si rimane è un tempo in cui l’età avanza ,porta con se le mille storie i mille ricordi ,le gioie le sofferenze ,i momenti più belli in cui l’uomo ,la donna ha vissuto .Dunque all’orizzonte appare la rassegnazione ,si conclude un ciclo ,altra è la vita , altri i protagonisti :rimane la mia poesia , la mia scala naturale - Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
Soli si rimane .
( Misticismo )
Dal trascorrere del tempo molte cose cambiano :
il meriggio s’abbuia s'infrange contro nuvole di pioggia
la seguace amba scia nel crudo affetto nuoce;
sorprende l’ inopinato giorno ch’è s’arrocca in pensieri lisi.
Tra le braccia di una madre l'anima si inchina
nel momento in cui il suo paradiso invola ,
tra gli immensi spazi va a sognare ,verso l’infinito vola;
e soli si rimane nella pietà dell'autocommiserazione.
Nella terra di nessuno soli si rimane !
Ove ogni sorpasso resta il sospeso
ove le ore del cuore segnano gli oblii ;
la fine , di una grande delusione , ed è preghiera.
Ed io , di dignità mi sazio !
Di gloria mi vizio …
lego briglie al tempo ,ad un cavallo
alle cosce fumanti di una donna .
E dai sfoggiati altari ti puoi incorniciare ,farti filo rosa
mostrare a me il tuo lato migliore ...
ma poi , nulla cambia ,nulla si colora;
si resta soli nell’attesa della fine.
Si rimane tra promesse e giuramenti
su sacrari il fausto giorno e la verde palma ,
un interesse che lusinga lussuria ;
opprime l’amore nei consueti ovili.
Soli si rimane ?
Ma io ti amo e ti adoro femmina !
Voglio viverti per non morire ;
per sempre rimarrò per te poesia .
Oh questo melodramma di eterna visioni
ove si prega , il cristo in croce la madonna ,
si rimane traditori e vinti …
figli di un solo Dio .
Soli si rimane tra l’umana prole ...
desto il mio sole a te che vivi ,
il mio canto si ravviva tra il mare e la neve …
nella tacita casa allargo a te i miei confini.
Giovanni Maffeo . Poetanarratore .
NO, NON CHIUDO QUESTA PARENTESI DI POESIE -
La scena del pensiero è e rimane grande ove io continuo a cantare l'amore ,la sinfonia dei sensi ,ove gli stessi mi danno energia -
La sinfonia dei sensi.
Sono tamburi che battono nel cuore
dove il sublime si accende come un faro,
annuncia il sereno e tempesta
tra i sospiri traditi dagli amati lieviti .
È la sinfonia dei sensi che emerge dall’anima!
Si fonde in un’unica certezza,in versi si plaude …
tra i righi silenziosi trama romanze ,
versi senza tempo ,di poesie innamorate .
Tu esplodi senza orizzonti oh fata!
Emani fragori e dardi implumi ...
in brevi strofe racconti gli anni tuoi ;
m’incagli nel vulcano delle tue fantasie .
Sei piena di vita coccolami con aliti cocenti frustrami
entra in me pietosa a scucire oasi
entri in un sogno parso vero;
tra il sfruscio confuso di un’estate .
Mi infondi la tua bellezza !
Mi fai udire la sonora melodia ,
col tuo profumo il desiderio sazi di gusti e sapori ;
col bacio tocco il tuo magico sublime .
Vibri tra le mie note e infreddolita te ne vai
offri piaceri al cielo tenebroso,
col tuo fascino glaciale
d’artificio sono i tuoi fuochi .
È la sinfonia dei sensi che suona melodie
batte nel cuore ove il sublime s’accende come un faro;
si posa su giardini in fiore e sospiranti intrighi,
su gemme di rose antiche e fragori di mimose .
E annunciano sereno e tempesta agli amanti penitenti
nascosti tra le sponde pugnalano le menti:
son solo presenti tra i piaceri della carne...
ne fanno abuso fino ad esserne ingordi .
È la sinfonia che scende nell’anima!
Si unifica in un’unica certezza,
in versi si confonde tra righi silenziosi;
dove le brevi strofe raccontano il sospeso.
Ed è come in una grande orchestra :
arpe violini sassofoni e tamburi,
entri in me e suoni la fanfara in un sogno mio perduto;
ove ogni epilogo ha il suo purgatorio.
Mi suoni la sinfonia dei sensi , la mia gloria!
E mi dai vagheggio mi dai oro e diamanti ,
in una vita tutta da rifare appari eterea .
Ascolto il tuo ego e si fa sentire
in una mente folle rovista di cianfrusaglie,
mi rivolgo a te candida fanciulla:
placati con i miei baci io mercenario ubbidirò ai tuoi voleri .
Giovanni Maffeo - Poetanarratore.
CHIUDO QUESTA MIA SCALA NATURALE CON DUE POEMI .
Ho raccolto le parole .
(Poema della vita dell’amore. )
Si arriva alla fine e tutto appare chiaro !
Tutto s’apprezza nella profondità più buia :
eloquenze che narrano i sublimi eventi
ci rivelano la capacità del fare .
Ci dona la parola persuadendo l’intelletto
le volontà e gli affetti di una conoscenza senza pari :
la sacra religione ,la politica forense ,
la compiacenza e il mal costume;
una forza espressiva del gesto significante .
Ci dà la conoscenza dei fatti ,d’ogni inerzia apparente!
Simboli e vocaboli discutibili anche con i sinonimi ,
in composizioni poetiche l’esplicita lirica ;
la narrazione di una storia che non ha fine .
Per me , per voi raccolgo le parole !
Da semplice cantastorie ne faccio musica ,
con esse apro a voi la mia anima ;
il piacere d’essere il poeta dell'amore.
Ho raccolto l’amore e i suoi significati
ho forgiato il vero io che s'era chiuso nel cortile …
ne ho fatto scudo per gli amati ;
illuso mi copro di una apparente gloria.
Ho raccolto la mia ignoranza e l’ho vestita da galante !
In un abito di vate esprimo i miei egoismi inutili :
a volte indolente e fragile la crudezza empirica;
l’epiteto loquace che si crede eroe .
E come una mummia sul mio corpo scarico i tuoi baci
le passate concupiscenze il cuore mio spezza ,
abortisce esperienze e lacrime di gioie ;
rafforza concetti in una coscienza effimera .
Ho cercato le parole per dire t’amo !
L’emblema simbolico che unisce e strugge ,
l’amore sacro della terrena vita ;
l’intenso amore che il desiderio brama.
L’ho cercate in’ una musa per esprimerle al mondo intero !
Con ispirazioni poetiche e di etica morale,
di un amore libero ,il socratico di equanimità e fermezza ;
di volgere il mio sapere a chi ne vuole sentir parlare .
L’ho vissuto ,lo vivo, come propensione di giustizia
di attaccamento affettivo , gradita a chi mi segue,
a persone o cose ,alla graziosa femmina …
mia e logica risorsa dei miei poemi .
Ho cercato e ottenuto paradisi e inferni !
I diabolici e felici oblii per caricarmi di energia,
elevato poi i sacrali spiriti le fragili misericordie;
della carne unica tentazione che mi fa emozionare.
E ho dormito tra i singulti della vita !
Tra i rimorsi ho addebitato ogni mia redenzione,
ogni squallore l’ho reso puro …
e per ogni delizia sarò il predestinato .
Si ho peccato ,donna dammi tu il coraggio !
E ad ognuno chi non l’ha , scagli la prima pietra …
Agli amorevoli , andranno tra i celesti;
saranno lontani gli ipocriti che non professano l’amore .
Ho cercato le parole tra la gente …
le giustificazioni indebite e pietose,
i loro cuori mi insegnano dottrine;
mi insegnano cos’è il supplizio amaro.
Concetti che danno forza alla mia fede …
diluiscono il mio rancore ,io il martire condannato ;
l’infedele che chiede perdono a Dio.
alla fede di chi crede e ama.
Ho cercato terre incolte per seminare pace!
Ho ricevuto odio e fuochi …
Tedio immacolato disgustato dal fastidio ;
riemergo lottando il respiro dei miei giorni.
E mi perdo in questo glossario tenebroso !
In queste voci oscure affabulo intenzioni ,
antiquato mi ripeto, scomposto nei vari contenuti approdo;
non son nessuno ,son solo un’indigente sordo.
Cerco le parole ,le cerco finché ne avrò vista !
Finché ne avrò fiato canterò l’animo poetico …
Darò fermento al mio trionfo alle beffarde ambizioni;
cerco te fonte d'ogni mia conquista , la vittoria è poesia.
Giovanni Maffeo – Poetanarratore
VISIONI .
POEMA DELLA SOLITUDINE
Nel deserto dei vinti ove c'è la musa bianca :
ho cominciato a capire cosa fosse la bellezza della vita
ho visto un sorriso accendersi di conseguenza al mio,
ho visto occhi brillare sotto un mio sguardo e mani tremare al mio tocco.
Ho capito quanto bella fosse la vita quando ho stretto a me la tua pace ;
a me i valori del volere amare ancora...
nel buio ho trovato la mia strada la mia luce,
l'energia inesauribile per lottare ancora .
Ma siamo Noi i bugiardi ,noi gli inquieti ,noi superbi ,noi gli amanti .
Avevamo sfoggiato il meglio! Ridicoli commedianti ci affamavamo di sola apparenza,
ingordi gozzovigliavamo, come lupi consumavamo il pasto del piacere ;
come falchi ci avvinghiavamo e ci avventavamo sulla nostra stessa preda .
Ed era la stessa voglia a renderci schiavi e credevamo d’essere felici.
Ci amavamo e sognavamo. Ci amavamo e piangevamo. Ci amavamo e morivamo;
entrambi. Come il primo giorno. Come l'ultimo. Quant'è facile parlare?
Ci sono cose, sensazioni, che il mondo non capirà mai,
che devi tenere per te, che devi risolvere da solo anche quando fuori piove.
Mi sono seduto alla deriva, del mare, i miei occhi sono chiusi e immagino l'amore ,
immagino un'onda piena di innamorati, con tanti amanti che si baciano e sorridono ;
ma nessun vento arriva alla deriva a darti una parola ...
Tu vita tu che sai il senso io sono nullità senza il nulla
conducimi dunque ancora, nel suo respiro .
Vorrei essere il buio della notte,
per assorbire luce, purezza e bellezza dalle stelle.
Vorrei essere la luce chiara della luna
per avvolgere e confortare l'anima di chi ha paure,
in afflizioni il proprio dolore in silenzio e in solitudine muore .
Vorrei essere l'amore, per sfiorare e aprire il cuore ai tanti:
a coloro che vivono prigionieri del gelo interiore e della rassegnazione;
avere la forza e il coraggio sufficiente per combattere
e sconfiggere il mio "piccolo inferno" quotidiano!
SI ,Ti abitui perché pensi che sia meglio della solitudine!
Ci si abitua. Ma abituarsi non è amare .Ho imparato a camminare con l'anima,
solo con l'anima, altrimenti non avrei potuto vivere in questo mondo fatto di materia,
ho pagato il prezzo all'amore, che perdonare capire, ascoltare, mi ha reso forte,
anche se fragile nel mio essere, ho imparato, per vedere quel che gli occhi non vedono,
per non morire ,in questo mondo fatto di un "io" e mai di un noi.
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .

